Liberi di scegliere il proprio medico?

Circolano voci ed anche bozze di proposte per rendere i medici di medicina generale dipendenti delle regioni. Il Veneto lo ha già chiesto e la Lombardia lo sta facendo. Tutto questo in momento dove si sta tentando di rinnovare la ‘convenzione’ del Ministero della salute con i medici di medicina generale.
Già sappiamo, perché è sotto gli occhi di tutti, il livello basso in cui è caduto il rapporto medico-paziente evidenziato da questi momenti di pandemia. Ora vengono messi in discussione anche due cardini fondamentali del rapporto medico-paziente: la scelta fiduciaria del proprio medico da parte del paziente e l’autonomia organizzativa per la diagnosi e la cura attuata dal medico.
Le MNC (Medicine Non Convenzionali) sono l’ultimo residuo dell’arte della diagnosi e della terapia esercitata dai Medici e in questi frangenti si inizia a comprendere l’accanita avversione verso di esse.
Noi siamo convinti che attraverso le MNC sarà gettato il seme di una nuova autonomia e autorevolezza per una professione medica dignitosa e autorevole.
Il medico non è mai stato e non sarà mai un burocrate. Questi principi di dipendenza verso strutture politiche ed economiche non fanno parte del diritto fondante della Medicina perché la Medicina ha da sempre fondato la sua autorevolezza sulla libertà di scienza e coscienza. Questa frase è stata sicuramente abusata, ma per quanto riguarda la ‘coscienza’ tutto e demandato alla cultura, l’etica e la deontologia del medico; per quanto riguarda la ‘scienza’, si fa presto a dire scienza, ma dietro questa parola ci sono dei grandi problemi di definizione che però non trapelano mai nei talk-shows televisivi e nessuno si preoccupa di spiegarli al grande pubblico. Noi cercheremo di farlo, se non altro per completare l’informazione divulgativa che in questo campo è un po’ carente.

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