Dottore è vero che il ricino in diluizione omeopatica aumenta la secrezione di latte?

Si, può farlo ma è uno dei tanti.
Se guardate qui sopra la foto con i rimedi che potrebbero essere utili per la scarsa produzione di latte durante l’allattamento c’è da scegliere, sono ben 51 tra cui il Ricinus al 2° grado (Ric.) e quindi non tra i più verificati.
Quelli più verificati omeopaticamente e quindi più affidabili nei loro quadri clinici corrispondenti sono Calcarea carbonica (CALC. nell’immagine) e Zincum metallicum (ZINC.). Ma qui va specificato che ognuno di questi ha il suo quadro che va ricercato e se il quadro non dovesse essere trovato tra questi conosciuti, il medico omeopata deve costruire il quadro ex novo dai sintomi del paziente e ricercarlo tra gli oltre 6 mila rimedi sperimentati. Insomma non è una cosa semplice.

Va detto che la pianta del Ricino è una pianta tossica che ha effetti galattogeni (galattogeno significa che stimola la produzione del latte) e galattogoghi (galattogogo significa che favorisce la fuoriuscita del latte)  e la parte che viene usata deve essere ben selezionata e preparata e non vien praticamente mai usata, almeno in Italia, come fitoterapico perchè è pericoloso.  Su Internet si trovano siti che vendono le piantine di ricino ma queste dovrebbero essere usate solo a scopo decorativo e i semi che producono non dovrebbero mai essere usati per assumerli o per fare l’olio di ricino perchè sono pericolosi. L’estrazione dell’olio di ricino è un processo complesso che dovrebbe essere fatto solo da professionisti del settore preparati allo scopo.

Se si usa il Ricinus ‘omeopatico’  a bassa diluizione 5CH, 7CH si sta usando del ricino fitoterapico che a causa della diluizione ha perso tutti gli effetti tossici ma funziona anche ‘male’, nel senso che funziona poco perchè troppo diluito. Perchè funzioni un po’ bisogna che venga trovato il suo quadro specifico che non tutte le persone presentano, perchè ognuno ha il suo quadro. Questa è il concetto difficile da capire se si vuole trattare omeopaticamente la scarsità o l’assenza di latte.

Se a questo punto qualcuno chiede quale è il quadro omeopatico caratteristico del Ricinus comunis vi dobbiamo dire che non esiste un quadro molto specifico, vengono riportati pochi sintomi e solo al 1° e al 2° grado (solo 5 di quest’ultimo) e quindi poco verificati. Per essere più completi, i sintomi riportati, come la debolezza, etc., sono per lo più sintomi riferiti a dei quadri clinici di diarrea che è il noto effetto dell’olio di ricino che tutti conoscono.
Quindi il probabile effetto che il Ricinus comunis  omeopatico ha quando prescritto allopaticamente nella produzione del latte è un residuo dell’attività fitoterapica di questa pianta. Usiamo la parola residuo perchè è molto debole e spesso non è sufficiente, perchè un rimedio omeopatico non va usato come un fitoterapico.
Se volete trattare l’insufficiente lattazione con l’omeopatia dovete pregare il vostro medico omeopata di trovarvi il rimedio più adatto (simillimum) a voi o alla vostra situazione. Comunque tenetevi sempre in contatto con il vostro medico pediatra o il vostro esperto in puericoltura perchè i lattanti non possono stare troppo a lungo con un allattamento scarso o insufficiente.

Ecco alcune foto della pianta di ricino che è una pianta molto bella e dei suoi semi da cui si ricava l’olio di ricino.

Ringraziamo gli autori delle immagine gratuite per avercele messe a disposizione.
Foto di LoggaWiggler da Pixabay

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