E’ vero che quando un paziente fa il vaccino deve prendere Thuja come rimedio omeopatico?

Non è vero. Quello che uno dovrebbe prendere è il suo simillimum se ne ha uno, altrimenti deve sentire il suo medico omeopata esperto per farsi prescrivere il rimedio adatto ai sintomi che presenta. In questi giorni abbiamo visto fuznionare numerosi rimedi: sulphur, Belladonna, Mercurius solubilis, Sulphur iodatum, e molti altri.
I più fotunati, soprattutto coloro che hanno lavorato o fatto lavorare bene il prorpio medico omeopata hanno il loro ‘simillium’, il rimedio ciè adatto alla loro persona che hanno visto funzionare svariate volte nel corso degli anni.
La storia che quando ci si vaccina bisogna prendere Thuja è una notizia che deriva dalla informazione tratta da un ‘famoso’ libro di J. COMPTON BURNETT, M. D.J. COMPTON BURNETT, M. D. , “VACCINOSIS AND ITS CURE BY THUJA; WITH REMARKS ON HOMOEOPROPHYLAXIS (1884)” dove l’autore, un medico omeopata inglese di fine ottocento, presenta una ventina di casi di effetti avversi registrati dopo una vaccinazione e trattati con il rimedio omeopatico Thuja.
Bisogna però tenere presente che il Dr. Burnett aveva a che fare con vaccini di fine ‘800, con delle reazioni avverse a volte molto forti. Poi c’è da dire che l’idea dell’omeopatia che lui propone  non è proprio Hahemaniana. In quell’epoca l’omeopatia, soprattutto negli stati Uniti, ma anche in Europa, aspirava a sostituire la medicina convenzionale di allora che era veramente poco cosa, e così venivano cercati dei rimedi omeopatici, che dovevano essere molto efficaci e spesso poco omeopatici.
Se qualcuno volesse leggere il testo originale inglese può cliccare qui. Il consiglio vale soprattutto per i medici, ai pazienti lo sconsiglio perché non è una lettera facile se non si è aiutati a muoversi tra la terminologia e l’inglese ottocentesco.
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